150 giovani in cerca d’autore: un anno dopo

150 giovani in cerca d’autore: un anno dopo

Ad un anno dal lancio della campagna è tempo di bilanci.

Era il 12 gennaio quando veniva lanciata la nuova campagna “150 giovani in cerca d’autore” promossa dall’associazione Rimettere le Ali Onlus, in collaborazione con il Borgo Ragazzi don Bosco.

Obiettivo della campagna era quello di accompagnare 150 giovani in tre anni, 50 ragazzi l’anno.

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Per un soffio, non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati per questo anno, ovvero quello di accogliere 50 ragazzi nel 2018!

Nel 2018, abbiamo incontrato, accolto ed accompagnato 45 nuovi ragazzi. Ognuno di loro è arrivato con la propria storia, spesso triste, amara, difficile da raccontare. Al Borgo Ragazzi don Bosco hanno trovato una casa dove riposare, una famiglia dove crescere serenamente,un luogo dove è stato possibile formarsi  e inserirsi nel mondo del lavoro.

In particolare, 13 ragazzi  hanno intrapreso percorsi e tirocini formativi che li hanno introdotti nel mondo del lavoro; 9 ragazzi sono stati accolti in un ambiente sicuro e protetto, lontano da situazioni devianti e/o maltrattanti; 2 di loro sono diventati maggiorenni e hanno lasciato la Casa Famiglia: ad essi è stato garantito un accompagnamento graduale verso la vita adulta e l’affiancamento di famiglie solidali; 21 ragazzi sono stati inseriti in attività sportive o laboratori creativi; 2, infine le famiglie formate e sostenute nell’accoglienza di ragazzi che hanno avuto bisogno di essere accolti in un contesto familiare.

Anche per il 2019, l’obiettivo è quello di accogliere ed accompagnare altri 50 nuovi ragazzi. È necessario lo sforzo di tutti per poter contribuire a diffondere la campagna e far conoscere le attività del Borgo Ragazzi don Bosco che da 70 anni, grazie anche alla collaborazione con Rimettere le Ali Onlus, sostiene minori e famiglie in difficoltà, offrendo servizi che spesso sono carenti nel territorio limitrofo.

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Ringraziamo tutti coloro che fino ad oggi hanno creduto nei nostri ragazzi e che hanno scelto di “stare accanto” ai ragazzi più fragili.

Leggi la storia di Jasim

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